Età romana: le necropoli e il popolamento

La compiuta romanizzazione del territorio biellese entro la fine del I secolo a.C.  è segnata da una fitta occupazione di natura pagano-vacanica (villaggi sparsi intorno a centri di aggregazione) testimoniati per ora dai soli nuclei delle rispettive necropoli, tra cui ampio spazio occupano i due grandi complessi di Cerrione e Biella-via Cavour.

La necropoli di Cerrione costituisce, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum nel panorama non solo dell’Italia settentrionale romana, grazie all’eccezionale numero di segnacoli tombali iscritti, in alfabeto leponzio prima e latino poi, associati a contesti funerari.

Frequentata per oltre quattro secoli (I secolo a.C. – III secolo d.C.) ci permette di ricostruire attraverso i numerosi reperti dei corredi esposti –anfore usate come cinerario, splendidi vetri, collane in ambra, anelli e utensili – la storia economica di una piccola comunità agricola, in cui, l’importanza della scrittura scolpita nella pietra evidenzia una lunga serie di relazioni parentali, e ci permette di ricostruire la genealogia di intere famiglie, come quella dei Farsulei, raccontate attraverso le voci degli stessi protagonisti in una suggestiva cornice ricostruttiva della collina su cui sorse la necropoli.

Sempre collegato al territorio dei Victimuli il comprensorio di Salussola e della Bessa di età romano-imperiale si configura come il più intensamente popolato dell’area. Mancano ancora i dati per una localizzazione certa del suo centro vicanale, ma la sua funzione di importante centro amministrativo romano emerge sia dalla prestigiosa lastra del cosiddetto  ponderarium, esposta al pubblico per la prima volta dopo il rinvenimento, sia da una serie di are votive ed epigrafi con menzione di autorità civili municipali.

La presenza di aree di culto, finora archeologicamente non note, presso l’attuale centro di Biella e nel territorio, è evidenziata dalle numerose epigrafi votive esposte con dediche a divinità del pantheon romano quali Diana e Giove, o attestanti la presenza di culti imperiali come quella della sacerdotessa Marcellina proveniente dalla Rotonda di San Eusebio.

La vasta necropoli scavata negli anni Cinquanta in via Cavour a Biella dimostra l’esistenza di un vicino centro abitato per oltre quattro secoli (metà I – V secolo d.C.):  molti corredi erano già presenti nel nucleo storico del Museo Civico e nell’allestimento del 2004 ma la nuova esposizione, organizzata per tematiche – riti funerari, ornamenti, vetri, culti domestici – pur rispettando i contesti funerari e conservando la ricostruzione di una particolare struttura tombale in laterizi, esalta tanto la rarità di singoli oggetti e dei numerosi corredi, quanto la peculiarità di produzioni particolarmente amate nel biellese romano, come le numerose statuette fittili di divinità del pantheon romano, che attestano iconografie per ora uniche nel mondo romano.

Sezione Archeologica del territorio (Età romana) foto 01
Sezione Archeologica. Età Romana. Sala della necropoli di Cerrione.
Panoramica della sala con la ricostruzione della collina su cui sorse la necropoli romana di Cerrione, con le steli della numerosa famiglia dei Farsulei, che raccontano al visitatore la propria storia attraverso una coinvolgente esperienza auditiva.


Sezione Archeologica del territorio (Età romana) foto 02
Sezione Archeologica. Età Romana.
Stele, cippi e testimonianze epigrafiche romane dalla zona di Salussola e Dorzano tra cui spicca la lunga epigrafe detta "del ponderarium", attestazione di un edifico pubblico dei pesi e delle misure forse legato ancora all’oro della Bessa.


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Sezione Archeologica. Età Romana.
Panoramica delle vetrine dedicate alla necropoli romana di via Cavour.


Sezione Archeologica del territorio (Età romana) foto 04
Sezione Archeologica. Età Romana. Cerrione, necropoli romana, corredo della tomba 66 (20-70 d.C.) .
Le ossa combuste del defunto/a erano deposte nell’anfora segata appositamente per diventare un cinerario e accompagnate da oggetti di valore, quale la raffinata olpe in vetro blu.


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Sezione Archeologica. Età Romana. Biella, via Cavour, necropoli romana, corredo della tomba 284 (ultimo quarto I secolo d.C.).
Le ossa combuste della defunta erano deposte nella preziosa anfora in vetro; balsamari vitrei e uno specchio accompagnavano nell’aldilà l’estinta, forse madre amorevole, come sembrerebbe attestare la statuetta fittile presente nel corredo.


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Sezione Archeologica. Età Romana. Biella, via Cavour, necropoli romana.
Scelta di statuette in terracotta, provenienti da corredi diversi e rappresentanti svariate divinità del pantheon romano (I-II secolo d.C.).


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Età Sezione Archeologica. Età romana. Biella, necropoli di via Cavour, T. 44/45.
Statuetta in terracotta della dea Minerva, offerta proveniente dalle terre di rogo in una deposizione femminile (seconda metà I- primo quarto II secolo d.C.).


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Sezione Archeologica. Età Romana. Cerrione, necropoli romana.
Segnacolo funerario rinvenuto fuori contesto, appartenuto ad un componente (Priscus) della famiglia dei Farsulei.


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Sezione Archeologica. Età Romana. Cerrione, necropoli romana.
Olpi e anforetta in raffinato vetroblu da corredi diversi (I – II secolo d.C.).