Enrico Guagno Poma

LA VITA*

Enrico Guagno nasce ad Ancona il 25 novembre 1870 da Antonio Guagno, Procuratore generale del Re, e Maria Benedetta de’ Giuli. Dopo pochi anni la famiglia si trasferisce a Verona e poi dagli anni 1881-1882 fino al 1890 risiede a Firenze ove Enrico frequenta l’ambiente intellettuale che orbita attorno al Caffè Michelangiolo. Scarse sono le notizie relative alla sua vita: è sempre stato un uomo schivo e riservato che ha condotto una vita lontana dalla mondanità che la sua posizione sociale gli ha offerto. Per quanto riguarda l’istruzione compie i suoi studi al Liceo Cicognini a Prato e, successivamente, nell’anno accademico 1890-1891, si iscrive alla facoltà di ingegneria dell’Università di Pisa dove frequenta il primo anno di corso; vive e studia per un periodo anche a Roma ed infine si laurea nel 1894 in ingegneria civile presso l’Università degli Studi di Torino, città che, da questo momento non abbandonerà più. A Torino conosce anche Maria Poma, la donna che sposa nel 1900 e con la quale passerà il resto dei suoi anni.

Nonostante la laurea in ingegneria, Enrico esercita la professione solo per alcuni anni prima del matrimonio: preferisce infatti dedicarsi ai viaggi, agli studi ed alle opere d’arte. La sua ricca biblioteca, che consta più di 1600 volumi (in parte donati alla Biblioteca Civica di Biella), permette di rintracciare le tematiche generali che si concretizzano nelle sue grandi passioni: l’agronomia e la floricoltura, la storia ligure e il mondo dell’arte. Proprio in virtù del suo interesse verso l’agronomia, collabora con l’Orto botanico della R. Università di Torino e si occupa personalmente dei propri possedimenti siti in provincia di Cuneo, nel comune di Revello.

L’amore per la storia ligure inizia a partire dagli anni Venti, nella fase di ricerca necessaria per compilare la genealogia della sua famiglia: scopre le origini liguri della sua casata e dal 1927 diventa socio effettivo vitalizio della Società Ligure di Storia Patria.

Ai primi del Novecento risale invece la passione per l’arte con il conseguente inizio della collezione: già la moglie, Maria Poma, porta in dote un primo nucleo di opere a cui, negli anni a seguire, si aggiungeranno gli altri pezzi della collezione. L’amicizia con Marco Calderini ad esempio, che fu più volte ospite presso la famiglia Guagno, è stato il tramite per fare entrare nella raccolta le opere di Antonio Fontanesi e i dipinti di Enrico Gamba: probabilmente lo stesso Calderini indirizzava Guagno verso acquisti vantaggiosi e garantiva l’autenticità delle opere. Nel 1951 viene nominato membro della Commissione Consultiva del Museo Civico di Biella, carica che, nonostante l’età avanzata, ricopre fino al 1954.
Muore a Biella nel 1955 nella sua villa del Piazzo e viene sepolto ad Oropa.

Alla sua morte, in mancanza di eredi diretti, la maggior parte dei beni viene devoluta in beneficenza e il resto spartito tra i nipoti. Proprio questa parte della collezione viene donata alla Città di Biella nel 1956.

*Le informazioni sono state tratte da Roberta Gaito, La collezione di Enrico Guagno e la donazione di dipinti al Museo Civico di Biella, tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, a.a 2001-2002