Il fondo Piero Bora

Piero Bora - L'ora della musica
Piero Bora
L’ora della musica
olio su cartone
1930
cm 27x 38


Piero Bora - Mia sorella con vaso di fiori
Piero Bora
Mia sorella con vaso di fiori
olio su compensato
1933
cm 70 x 58,5


Piero Bora - I littoriali dello sport / I littoriali della gioventù
Piero Bora
I littoriali dello sport / I littoriali della gioventù
olio su compensato
1936
cm 141 x 178,7


Piero Bora - Le mondine
Piero Bora
Le mondine
olio su compensato
1937
cm 27,5 x 37


Piero Bora - Il Biellese
Piero Bora
Il Biellese – Bozzetto (Paesaggio montano e iscrizione)
olio e tracce di matita su carta
1934
cm 24 x 16,5


Piero Bora - Il battistero
Piero Bora
Il Battistero di Biella
Olio su legno
1939

Ripreso dalla Piazza del Duomo, il Battistero, simbolo della Biella medievale, viene ritratto incastonato tra l’edificio del Comune e la facciata laterale del Duomo, di cui si scorge l’abside del transetto di sinistra. Proprio al di sopra della lanterna che ne orna la copertura svetta il campanile della Chiesa della Trinità. L’opera, realizzata da Piero Bora nel 1939, poco prima di partire per la guerra, ritrae un scorcio cittadino che a distanza di oltre settant’anni resta pressoché immutato.
Biellese d’origine, Piero Bora nasce nel 1910 e presto si distinguerà per le proprie abilità artistiche, partecipando durante il primo conflitto mondiale ad un concorso di disegno, ottenendo un diploma di merito. Nonostante venga avviato dal padre agli studi tecnici continuerà a dipingere; al 1926 risale il suo primo autoritratto ad olio che rivela le sue potenzialità pittoriche, tanto che la famiglia decide di consentirgli la prosecuzione degli studi, prima liceali e poi presso l’Accademia Albertina. Risiederà a Torino per ben otto anni, dividendosi tra le lezioni e le esercitazioni pre-militari istituite dal fascismo, aderirà poi al fascismo come garanzia per poter proseguire gli studi. Frequenterà anche la Biennale di Venezia per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze visive e teoriche, iniziando a partecipare ad alcune esposizioni e dando avvio alla sua attività di grafico: i suoi bozzetti verranno accettati dalla Gilera. Continuerà poi a realizzare bozzetti per manifesti pubblicitari e copertine per riviste e, nel 1936, parteciperà alla I Mostra dei Giovani Artisti Biellesi promossa dalla sezione cittadina dell’Istituto Fascista di Cultura nella sede del Museo Civico di Biella. Con l’entrata in guerra, nei primi giorni di novembre del 1940, Bora viene chiamato alle armi, destinato alla Grecia. Il 17 febbraio 1941 cadrà colpito a morte dallo scoppio di una granata. Sarà il primo caduto biellese in guerra. Il 10 marzo sul “Popolo Biellese” apparirà questo titolo: “L’eroica morte sul fronte greco del sottotenente Piero Bora”. Toccherà all’amico Pippo Pozzi, partito con lui, cercare il suo corpo.
L’opera fa parte del Fondo Piero Bora, donato alla Città di Biella da Ada Bora, sorella dell’artista, nel 1994. Esso comprende un cospicuo nucleo di dipinti realizzati tra gli anni Trenta e il 1941, anno in cui l’artista trovò la morte sul fronte greco-albanese. Il Fondo, inoltre, conserva numerosi bozzetti, testimoni dell’attività di grafico pubblicitario, in cui Bora si era specializzato terminati gli studi accademici.