I pittori biellesi del XIX secolo

Lorenzo Delleani - Paesaggio montano con mucche al pascolo - Alto biellese
Lorenzo Delleani
Paesaggio montano con mucche al pascolo – Alto biellese (impressione)
olio su tavola
1886
24 x 35 cm
Collezione Enrico Guagno e Maria Poma

Tra le diverse opere di Lorenzo Delleani esposte al Museo del Territorio Biellese, questa è particolarmente legata all’ambito locale, come suggerisce il doppio titolo. Il quadro, rappresenta una scena di pascolo sulle montagne biellesi, probabilmente in una zona nei pressi di Pollone, il paese natale di Delleani dove egli si ritirava nei mesi estivi per dipingere dal vivo numerose tavolette.

Queste piccole tavole realizzate in pochi minuti, a volte poco più che schizzi volti a fissare un’emozione, erano spesso utilizzate come modello per opere più rifinite che l’artista realizzava in inverno nel suo studio di Torino. In particolare, l’opera qui trattata fu probabilmente uno studio preparatorio per la grande tela “Alto Biellese”, dipinta nel 1887, esposta nello stesso anno a Venezia e ora conservata a Roma presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna.

Il dipinto era parte della collezione di Enrico Guagno un ingegnere vissuto a Biella dal 1900 al 1955. Alla sua morte, i nipoti Corrado e Maria Leonia Baldoni donarono quest’ opera, insieme ad un nucleo consistente di dipinti, al Museo Civico di Biella, dove fu collocata nella sala dedicata all’Arte Moderna, dopo essere stata restaurata nel 1959 dal prof. Fiume di Milano.

Questo quadro presenta in basso a destra la firma di Delleani e la data di realizzazione.
Il dipinto è caratterizzato da pennellate molto energiche e da un impasto di colore denso, che crea forti contrasti di luce e ombra. I toni prevalenti sono il verde e il marrone.


Lorenzo Delleani - La balconata della Capanna-osservatorio Regina Margherita
Lorenzo Delleani
La balconata della Capanna-osservatorio “Regina Margherita”
olio su tela
1900
129,5 x 88 com
Collezione Silvio Cantono

Lorenzo Delleani - Baracca-legnaia sotto la Capanna Gnifetti
Lorenzo Delleani
Baracca-legnaia sotto la Capanna Gnifetti
olio su tela
1900
129,5 x 88 cm
Collezione Silvio Cantono

Le due tele sono in stretta corrispondenza.
Il critico Angelo Dragone, principale studioso di Delleani, avanza l’ipotesi di una loro possibile presenza all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. In quell’anno, infatti, l’artista avrebbe dovuto partecipare all’esposizione come aderente alla Corporazione dei Pittori e Scultori Italiani. Fu costretto però a rinuciare alla presenza diretta in mostra in quanto l’associazione si ritirò dall’esposizione. Tuttavia alcune sue opere furono esposte nello spazio allestito dal Club Alpino Italiano. Tra esse, Dragone indica appunto come probabili queste due tele.

I due quadri, che appartenevano a Silvio Cantono, vennero donati alla città di Biella nel 1966 dalla moglie Mariuccia, alla morte del marito.


Leonardo Bistolfi - Ritratto di Lorenzo Delleani
Monumento a Lorenzo Delleani di Leonardo Bistolfi
Bozzetto in gesso
1908-1911

Il pittore Lorenzo Delleani (Pollone, 1840-Torino, 1908) è ritratto a figura intera e si staglia su un fondale paesaggistico ben noto ai Biellesi: la facciata della Chiesa vecchia di Oropa ripresa dal lato sud del chiostro, dà memoria del forte legame che il pittore ebbe con la Valle di Oropa, immortalata migliaia di volte sulle ben note “assicelle” di legno.

Nella mano destra tiene la tavolozza dei colori, insieme ai pennelli e allo straccetto. Il ritratto che ne fa Leonardo Bistolfi emana la serenità e la serietà di un uomo ormai anziano che aveva plasmato la propria vita assecondando le proprie passioni e inclinazioni.

Al suolo sono posati uno sgabello a tre piedi, la valigetta dei colori e altri attrezzi del mestiere, che lo accompagnavano ovunque andasse: Delleani è pittore en plein air, abituato a immortalare i paesaggi che più lo colpivano, dipingendo su tavolette di legno con una pittura pastosa ed espressiva.

Il bozzetto in gesso è opera di Leonardo Bistolfi, scultore simbolista di fama internazionale, amico di Lorenzo Delleani – tanto da occuparsi dell’autenticazione delle opere del maestro pollonese negli anni successivi alla sua morte – e venne poi realizzato in bronzo, inaugurato nel 1911 e, tutt’oggi, si conserva nella sede originaria, a Pollone nei pressi della Chiesa. Leonardo Bistolfi realizzò tale monumento in onore della profonda amicizia che lo legò a Lorenzo Dellani e al profondo legame con il Biellese, che spesso frequentò, risiedendo a Camburzano, paese d’origine della moglie. L’erezione del monumento fu decisa pochi giorni dopo la morte del pittore, avvenuta il 13 novembre 1908 e fu perseguita da un comitato promotore di cui facevano parte anche gli artisti Giuseppe Bozzalla, Giacomo Grosso e Davide Calandra, oltre al sindaco di Torino e a quello di Pollone, il Cav. Andreis.

Il gesso fu acquistato, nel 1950, per Lire 15.000 su disposizione della Giunta Municipale da Lorenzo Bistolfi, figlio dello scultore Leonardo, con l’obiettivo di arricchire le collezioni civiche in vista della riapertura del Museo Civico (1952).


Gino Piccioni - Donna con bambina
Gino Piccioni
Donna con bambina
olio su tela
1926

Una donna con un bambino, probabilmente una madre con sua figlia, sono ritratte in un giardino fiorito, in un tiepido pomeriggio d’inizio estate. Tenui colori dominano la tela: il rosa del vestito della donna, seduta in primo piano, con in grembo la bambina, di bianco vestita. Intorno la natura avvolta in un’accesa cromaticità, che contribuisce a porre in risalto le due figure donando loro luminosità. Nelle loro mani, fiori rosa appena colti, contrastano delicatamente, quasi tono su tono con le loro vesti. Il dipinto è un vero e proprio ritratto, rimasto anonimo ma carico di sentimento che bene traspare dal tenero sguardo che la donna rivolge alla bambina.
Dipinta nel 1926, questa tela di forma ottagonale, è opera di Gino Piccioni, artista originario di Foligno (1873), che spesso di dedicò a ritrarre l’alta borghesia di inizio secolo, con una pittura densa e fatta a macchie di colore. Su di lui non sono molte le notizie biografiche, che lo indicano allievo di Achille Vertunni e Ettore Roesler Franz e parlano di un suo lungo soggiorno in Germania.
Non fu solo pittore, ma anche scultore. Si dedica a dipingere paesaggi e ritratti, giungendo ad alti livelli che gli permisero di partecipare ad esposizioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1899 e 1901. Dal 1916 pratica la scultura sotto la guida di Ettore Ferrari, continuando comunque a dipingere come testimonia anche il quadro del Museo, datato 1926. Pregevoli pitture di sua mano sono conservate presso alcune cappelle del cimitero di Oropa e sua è la Fons Vitae di Piazza Vittorio Veneto: Gino Piccioni infatti trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Biellese, dove morì nel 1941. Non si hanno notizie relative al momento d’ingresso tra le collezioni museali di questo dipinto, ma verosimilmente può essere messo in relazione al legame che il pittore instaurò con il Biellese e ipotizzare una possibile donazione da parte dell’artista stesso.
L’opera non è esposta nel percorso di visita del Museo