Le testimonianze artistiche biellesi tra XI e XV secolo

Ambito lombardo - Leone Stiloforo
Ambito lombardo – Leone Stiloforo
Pietra verde d’Oropa scolpita
Fine sec. XII – inizio sec. XIII
Vigliano

La scultura fa parte di una coppia di leoni stilofori individuati da Aldo Sola nel giardino di Villa Ferrettini a Vigliano, frazione Santa Lucia, nel 1969. Essi fungevano da sostegno alla vasca di una fontana.
Furono donati al Museo Civico di Biella nel 1970 dalla signora Stella Ferrettini, in memoria del marito, l’ingegner Adriano Ferrettini.
Si suppose, inizialmente, che i leoni provenissero dalla distrutta chiesa degli Avogadro al Torrione di Vigliano.
Oggi i critici sono quasi certi nel ritenere che i due leoni ornassero il “piccolo portico” della chiesa parrocchiale di Vigliano, di cui resta memoria in una visita pastorale del 1606. Si ipotizza che tale chiesa, anteriore al 1207, corrisponedesse ad analoghe costruzioni di area biellese e novarese tuttora conservate.
La pietra verde d’Oropa, in cui sono scolpiti, confermerebbe sia l’esecuzione sia la destinazione locale.


Maestro del Cristo della domenica - Frammento di affreschi dal catino absidale e pareti della navata
Maestro del Cristo della domenica
Frammento di affreschi dal catino absidale e pareti della navata
affresco staccato
1460-70
Ponderano – SS. Fabiano e Sebastiano

Questi affreschi, purtroppo frammentari, ornavano in origine l’abside e le pareti della chiesa cimiteriale di Ponderano, dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano. La progressiva decadenza dell’edificio portò nel settembre del 1953 al crollo dell’abside romanica ed alla conseguente decisione di rimuovere gli affreschi rimasti. Sono quattro i pannelli su cui sono stati collocati gli affreschi e raffigurano gruppi di Santi, Apostoli e i santi titolari della chiesa: Fabiano e Sebastiano. Vi si riconoscono facilmente anche Sant’Agata, Sant’Antonio e San Sebastiano. Variamente studiati dalla critica, sono stati più volte ricondotti ad un anonimo maestro biellese: il Maestro del Cristo della domenica.
Di buona qualità, rappresentano senza dubbio un importante documento della presenza in zona biellese di maestranze locali, prima del progressivo affermarsi delle botteghe novaresi dei Cagnola e dei de Bosis.